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Le indagini sulle visite cancellate e riassegnate. Interviene Schillaci. I blitz notturni nei server

I Nas hanno acquisito i documenti e le copie forensi dei file del Cup di Taranto. E nelle prossime ore cercheranno di scovare la "manina" interna alla Asl che ha spostato gli appuntamenti dei pazienti. Fondamentale è capire se si tratta di qualche caso isolato o di un sistema organizzato. Il sospetto è che esista una vera e propria "prenotopoli". Non tanto per correggere i numeri delle liste d'attesa, come avviene in altre regioni, ma principalmente per liberare le date delle visite e riassegnarle a amici e parenti. Da capire se dietro al trucchetto ci sia un vero sistema clientelare e se i dipendenti abbiano ricevuto soldi in cambio del favore.

Sotto analisi ci sono un milione di operazioni, tra cancellazioni e nuove prenotazioni. E, anche se gli operatori su cui si concentrano le verifiche sono "solo" cinque, i sospetti adombrano l'operato di una cinquantina di impiegati. Tra loro c'è chi di notte, all'alba (e dal computer di casa) è entrato nel sistema del Cup e ha provveduto a disdire e riassegnare le visite creando corsie preferenziali e declassando la priorità sanitaria di chissà quanti cittadini. Sul caso l'attenzione è massima e anche il ministro della Salute Orazio Schillaci ha chiesto di avere informazioni. Anche perché in Puglia sono 400mila le persone (il 10% della popolazione) che hanno rinunciato a curarsi per i tempi di attesa troppo lunghi. Sapere che dietro alle liste impossibili c'è l'inganno sarebbe un'offesa enorme.