«Quel ragazzo è sbucato all’improvviso, non l’ho visto — dice Andrea Stroppa agli agenti della polizia locale — ho cercato di evitarlo ma non ce l’ho fatta. Mi dispiace molto. Non stavo correndo, mi sono subito fermato per soccorrerlo». Sono le 20.50 di sabato 31 gennaio. La Smart guidata Stroppa, 31 anni, l’informatico referente di Elon Musk in Italia, è ferma all’altezza del semaforo pedonale in via Filippo Fiorentini, un chilometro di strada a tre corsie che taglia il quadrante est di Roma. Mirco Garofano, uno studente di 18 anni originario di Artena, un Comune di 13mila abitanti alle porte della Capitale, stava attraversando la strada quando è stato centrato dalla Smart e sbalzato in aria: è morto sul colpo. Stroppa, ha anticipato Il Messaggero, è indagato per omicidio stradale, come atto dovuto.

Il braccio destro del patron di Tesla e X da mesi ha la scorta della questura, ma era solo: si è fermato a prestare soccorso. È risultato negativo ai test alcolemici e tossicologici. L’inchiesta, coordinata dalla pm Rita Ceraso, dovrà accertare se Stroppa abbia rispettato i limiti di velocità e se Garofano abbia attraversato la strada con il semaforo verde.

Un automobilista procedeva nella stessa direzione di Stroppa, verso via Tiburtina, ha detto ai vigili di aver visto l’impatto: «Il ragazzo — ha messo a verbale — ha attraversato con il rosso per i pedoni». La testimonianza verrà riscontrata.