«Il cancro ha una data di scadenza». A Gaithersburg, nel Maryland, a nord di Washington, c’è un luogo in cui il futuro della cura del cancro è già in costruzione. Nuove molecole, biomarcatori e farmaci entreranno nella terapia medica tra cinque o dieci anni. E tra le persone che stanno contribuendo a questa rivoluzione c’è un biologo molecolare italiano di fama internazionale, pioniere della medicina traslazionale.
Si chiama Maurizio Scaltriti, 52 anni, di cui 25 anni passati a inseguire una missione: portare trattamenti d’avanguardia nel mondo reale. «La medicina traslazionale è quella disciplina che fa da ponte tra il laboratorio e la clinica».
Silvia Melzi, biologa nel laboratorio che predice le malattie scrutando il sonno con l’IA
07 Febbraio 2026
Di Correggio, si definisce «reggiano doc». Una vita in accademia all’estero e poi dal 2020 in una grande azienda farmaceutica. Oggi è Vice presidente della Medicina Traslazionale della Ricerca e Sviluppo Oncologica di AstraZeneca. Dirige un team di 170 scienziati. Si muove in mondi diversi: accademia, clinica, industria, divulgazione, mantenendo sempre uno sguardo critico, etico e profondamente umano sulla scienza. È un ottimista. «Il mio è un ottimismo basato sui dati. Non è più un tema: “se” sconfiggeremo il cancro, ma quando lo faremo».






