Non incrociano le braccia ma non ci mettono la faccia i giornalisti della Rai che oggi hanno deciso di protestare per la mancata presa di posizione dell'azienda rispetto alle ultime vicende che hanno appannato l'immagine del servizio pubblico.

Per un giorno i servizi dei Tg e dei Gr sono andati in onda senza la firma dei rispettivi autori che hanno aderito "in massa" allo stato di agitazione proclamato dal sindacato Usigrai.

E con lo sciopero in corso arriva anche un nuovo appello e il pressing del presidente del Senato Ignazio La Russa per l'operatività della Vigilanza Rai dopo la decisione della presidente dell'organismo parlamentare di superare lo stallo che paralizza i lavori della Commissione con la convocazione dell'Amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi. "Auspico e rivolgo un appello ufficiale affinché, previa la convocazione dell'Ufficio di presidenza, si decida anche in via eccezionale, di audire" l'ad Rossi "possibilmente con una decisione largamente condivisa da tutti i gruppi" l'invito La Russa che precisa di aver anticipato la richiesta alla presidente della commissione, Barbara Floridia, e ai presidenti di tutti i gruppi parlamentari. Il nuovo tentativo di moral suasion di La Russa viene accolto "con favore" dalla senatrice 5 Stelle che guida la Vigilanza ("Lo ringrazio per questo suo intervento") che però insiste: "al di là degli aspetti procedurali, resta prioritario l'obiettivo politico e istituzionale di superare lo stallo che da oltre un anno blocca un organo di garanzia come la commissione di vigilanza". "Sono pronta a dare seguito alla richiesta," ma, insiste, l'auspicio "è che l'audizione dell' Ad, qualunque sia la modalità con cui verrà definita, possa rappresentare il passaggio decisivo per consentire la ripresa" dei lavori della Commissione. La questione appare sempre più urgente anche alla luce delle ultime vicende che hanno coinvolto il servizio pubblico: questioni dibattute sui media ma, proprio a causa del blocco dei lavori della Vigilanza, mai in sede di controllo parlamentare.