Con 90 voti a favore, uno contrario e nessuna astensione, l'Assemblea del Kosovo, insediata da pochi giorni, ha votato giovedì sera una risoluzione preparata da un gruppo di esperti e sostenuta dal Partito Democratico del Kosovo (Pdk, all'opposizione), che chiede "un giusto processo" per gli imputati presso la Corte Speciale per il Kosovo all'Aia.

In questi giorni è infatti entrato nella fase finale, con le requisitorie e le arringhe conclusive, il processo contro l'ex presidente Hashim Thaçi e altri tre ex capi dell'Ukc, per i quali la procura dell'Aja ha chiesto pene di 45 anni di detenzione ciascuno per crimini di guerra e contro l'umanità.

Uno dei punti della risoluzione richiede alle Camere Speciali e alla Procura Speciale dell'Aja di "garantire, nell'esercizio delle loro funzioni, la rigorosa attuazione degli standard costituzionali e internazionali in materia di processo equo e imparziale, rispettando al contempo i principi di trasparenza, responsabilità e coltivando la fiducia del pubblico nella giustizia". E conferma inoltre l'impegno del Kosovo a sostenere finanziariamente gli imputati a sostegno della loro difesa. La Lega Democratica del Kosovo (Ldk, anch'essa all'opposizione) non ha votato la risoluzione dopo aver chiesto che venisse aggiunto un punto che avrebbe richiesto di chiarire gli omicidi commessi prima e dopo la guerra. In una reazione di venerdì, l'Ldk ha sottolineato il suo fermo sostegno al principio di un giusto processo. "Tuttavia, la giustizia non può essere trattata come un concetto relativo. O si applica a tutti, o rischia di perdere la sua legittimità", si legge nella reazione. In precedenza, il Parlamento dell'Albania aveva approvato una "dichiarazione di innocenza" per gli ex superiori dell'Uck sotto processo all'Aia.