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Mentre l’Europa è compatta nel chiedere una riflessione sul ruolo della relatrice Onu per la Palestina, le esponenti di Avs e di M5s si schierano con lei
La posizione di Francesca Albanese come relatrice speciale dell’Onu per la Palestina è sempre più instabile. Dopo Francia e Germania, anche l’Austria si è unita al coro di chi chiede che venga rimossa dall’incarico in conseguenza delle sue dichiarazioni recenti. Non le prime, a dire il vero, che hanno provocato polemiche. Ma ora l’eco delle sue parole, considerando il contesto del forum di Al-Jazeera, è stata molto ampia e non si tratta più di una discussione tutta interna al nostro Paese, perché ora le voci internazionali si fanno insistenti nel chiedere la sua estromissione. Lei si difende, sostiene di non aver mai detto ciò per cui la si accusa ma intanto il caso è esploso.
“Francesca Albanese bolla Israele come ‘nemico dell’umanità’. Le critiche alle azioni di Israele sono legittime e l’Austria ha sempre richiesto il rispetto del diritto internazionale. Albanese, tuttavia, sta diffondendo discorsi d’odio. Tale linguaggio mina l’imparzialità e gli standard più elevati richiesti a un rappresentante delle Nazioni Unite. Purtroppo, la signora Albanese ha ripetutamente disatteso tali standard”, ha dichiarato il ministro degli Esteri austriaco Beate Meinl-Reisinger. Parole di buon senso, che sarebbero dovute arrivare ben prima ma che comunque ora aprono a una seria discussione che non potrà non trovare seguito. E così, mentre l’Europa si accorge di Francesca Albanese e delle sue posizioni discutibili, da Strasburgo Ilaria Salis scende in campo per difenderla.










