VENEZIA - Mai così tanti sollevamenti del Mose in una sola stagione di acque alte: già 39 (e non è ancora finita), quando in quella precedente si erano fermati a 23. Soprattutto mai così tanti sollevamenti concentrati solo in un paio di settimane, ed è il dato più impressionante: già 21 dallo scorso 28 gennaio, con ben sei giorni, tra l'1 e il 10 febbraio il cui le dighe gialle si sono alzate due volte, mattina e sera. Il complesso sistema di difesa dalle alte maree è decisamente sotto pressione in questi giorni. E i record si bruciano, su tutti i fronti.
Non ci sono stati fenomeni eccezionali da fronteggiare, un solo picco attorno ai 140 centimetri, per il resto una lunga serie di acque alte tra i metro e il metro e 10, poco più, con relativi disagi evitati alla città. Un super lavoro del Mose che ha il suo prezzo: considerando una spesa tra i 200 e i 300mila euro per ogni alzata, solo per queste ultime due settimane il conto è stato di almeno 4 milioni. Ma anche il mondo del porto sta conteggiando i danni: una quindicina di navi bloccate dalle dighe, in questo avvio di febbraio, con perdite che si aggirano sul mezzo milione.
D'altra parte, c'è la città che non vuole più allagarsi, con il caso emblematico di Piazza San Marco - non ancora protetta dalle opere di difesa complementare, in corso di realizzazione - che anche sabato scorsa si è trovata sott'acqua, pur con il Mose sollevato, tra le polemiche.






