VENEZIA - Una scia di acque alte così frequenti non si era mai vista, con 19 giorni di fila - dalla notte del 27 gennaio - all’insegna di eventi che si ripetono mattina e sera, per una serie continuativa di maree superiori ai 100 centimetri sul livello medio del mare. E per di più in un periodo dell’anno che statisticamente dovrebbe rappresentare quello delle basse maree.

«Un quadro senza precedenti: 19 giorni che non si chiude occhio – si sfoga Alvise Papa, responsabile del Centro Maree, l’ente tecnico che monitora e segnala i livelli di marea in laguna e nell’Adriatico settentrionale, fornendo informazioni 24 ore su 24 – Significa che la natura ci sta lanciando un avvertimento. Ci sta dicendo che il livello medio del mare, dovuto ai cambiamenti climatici, è così alto che bastano piccole perturbazioni per allagare la città. Un fenomeno sempre più frequente e le perturbazioni a cui stiamo assistendo in questo periodo sono molto modeste, anche nei venti. Eppure il livello medio del mare è così alto che anche perturbazioni di tal tipo sono sufficienti a far alzare la marea a livelli di guardia. Dobbiamo cominciare a pensare seriamente a cosa succederà fra 20-30 anni: in futuro eventi simili saranno sempre più frequenti, specie in autunno». Il problema dunque non sarà più quello della soglia a cui alzare il Mose, «ma fare una revisione profonda della nostra idea di laguna, di città e di Porto».