Forma di welfare aziendale o, in alcuni casi, componente della retribuzione, i fringe benefit sono beni e servizi non monetari che il datore di lavoro riconosce ai dipendenti in aggiunta al normale stipendio. La disciplina dei fringe benefit prevede, anche per il 2026, una serie di agevolazioni che permettono di ottenerli senza pagare le tasse.

Quando il valore economico dei fringe benefit rimane al di sotto certi importi, è prevista un’esenzione dall’imposizione fiscale e contributiva. Per il 2026 è stata confermata la soglia standard di 1.000 euro per tutti i lavoratori dipendenti senza figli a carico, che sale a 2.000 euro per chi ha dei figli fiscalmente a carico.

Perché i figli siano considerati a carico devono avere un reddito inferiore a 2.840,51 euro, che sale a 4.000 euro nel caso in cui abbiano un’età inferiore a 24 anni. L’agevolazione spetta ad entrambi i genitori, anche quando il figlio è a carico al 50%: questo significa che ogni genitore ha diritto ad ottenere 2.000 euro di fringe benefit esentasse.

Quando il valore totale dei fringe benefit supera i limiti previsti, l’intero importo concorre alla formazione del reddito e deve essere tassato (le imposte vengono applicate su tutto il valore percepito, non solo sulla parte che eccede).