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Le indagini infinite rallentano il rilancio dell’impianto. Gli addetti restano in cassa e il costo diventa salato
Nuovo «no» dei giudici al dissequestro dell'altoforno 1 dell'ex Ilva di Taranto. A nove mesi dall'incidente che ha messo fuori uso uno degli asset chiave della produzione di acciaio del gruppo siderurgico, la Procura di Taranto nella persona del gip Mariano Robertiello ha rigettato nuovamente l'istanza di dissequestro presentata dai commissari straordinari per svolgere (dopo oltre 270 giorni) ulteriori accertamenti.
Un «no» che impatta nella ripartenza di un polo produttivo di interesse nazionale e che costa e costerà tantissimo all'ex Ilva in amministrazione straordinaria, e quindi alle casse pubbliche. Secondo le indiscrezioni raccolta dal Giornale sulla base di calcoli messi nero su bianco dai commissari per tentare di convincere la procura, sperando che potesse coglierne opportunamente spunto per il dissequestro, in questi 282 giorni i danni diretti e indiretti causati dallo stop protratto dal gip ammontano a 1,2 miliardi.






