PADOVA - La pizzeria kebab per asporto altro non era che un’attività di copertura di un traffico importante di sostanze stupefacenti. La soffiata è arrivata anche alle forze dell'ordine e per il gestore, titolare con la moglie dell'attività, sono cominciati i guai. Il doppio ruolo del locale lo hanno scoperto le fiamme gialle di Padova dopo un'attività antidroga portata avanti nelle ultime settimane. Ad attirare l'attenzione degli investigatori del nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Padova, coordinati dal tenente Emanuele Chietera, è stato il fatto che le consegne a domicilio avvenivano in maniera sporadica e soprattutto non in quartiere, ma a diversi chilometri di distanza dal forno della “Rosa del Deserto”, di via dei Colli, nella zona ovest della città. Qualcosa non tornava: così il 3 febbraio è così scattato un accertamento più approfondito.
Le fiamme gialle hanno atteso che il marito della proprietaria del locale, un tunisino di 58 anni, salisse in auto con una pizza da consegnare, poi lo hanno seguito a distanza di sicurezza. Dopo circa dieci chilometri l’uomo è arrivato ad Abano dove sotto un'abitazione si è incontrato con un connazionale a cui doveva vendere la pizza. È stato a quel punto che i finanzieri sono usciti allo scoperto identificando sia il ristoratore nordafricano che il cliente, al quale non hanno fatto alcuna contestazione. Diversa la situazione per il 58enne che ha subito manifestato un certo nervosismo che ha indotto i militari ad approfondire l'attività con una perquisizione personale: dalle sue tasche sono spuntati 40 grammi di cocaina e diverso denaro contante che ben poco aveva a che fare con la vendita a domicilio di pizze e kebab. Il cliente è tornato in casa, mentre il pizzaiolo è stato riaccompagnato al locale di via dei Colli. Qui i finanzieri hanno perquisito l'intero esercizio commerciale trovando altri 560 grammi della medesima sostanza, in parte in "panetti" ed in parte già confezionati per le future consegne. Droga e denaro sono stati sequestrati e l'uomo accompagnato mentre la pizzeria Rosa del Deserto è stata sequestrata in via preventiva. Della vicenda la Finanza ha messo al corrente il pubblico ministero di turno. Il pizzaiolo è stato arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio e associato alla casa circondariale Due Palazzi a disposizione dell'autorità giudiziaria. Sequestrato il locale.






