Dal nostro inviato

DHAKA - Quando in Bangladesh era ormai notte, il leader di Jamaat-e-Islami Shafiqur Rahman ha annunciato che il suo partito farà un’opposizione costruttiva. Le parole del leader islamista («faremo una politica positiva») sono state il primo riconoscimento ufficiale che la tendenza emersa dopo alcune ore di scrutinio non pare destinata a invertirsi e che le prime elezioni libere da più di 15 anni sono state vinte dal Bangladesh Nationalist Party (Bnp). Il fatto che la leadership di Jamaat-e-Islami sia disposta ad accettare la sconfitta elettorale è considerato un fattore indispensabile per garantire stabilità in un Paese in cui le piazze sono storicamente un elemento di pressione difficile da ignorare. Una vittoria non risicata, come quella che sembra delinearsi, era considerata dagli analisti un altro dei requisiti per scongiurare il rischio di incidenti. Un pericolo che durante il pomeriggio era sembrato reale, dopo che gli attivisti di Jamaat avevano iniziato a denunciare brogli.

Poco dopo l’1 di notte locale, il Bnp di Tarique Rahman, il figlio dell’ex premier Khaleda Zia da cui ha ereditato la guida del partito, era in testa in 134 circoscrizioni, non lontano dai 151 deputati che garantiscono la maggioranza in Parlamento e in netto vantaggio rispetto alle 58 di Jamaat. Il sistema monocamerale del Bangladesh elegge 350 legislatori: 300 con sistema uninominale e 50 donne con un meccanismo proporzionale che tiene conto dei seggi conquistati da ciascun partito.