La riforma del regolamento della Camera (“Modifiche al Regolamento per la razionalizzazione del lavoro parlamentare e la valorizzazione del ruolo delle Commissioni”), che entrerà in vigore dalla prossima legislatura, approderà in Aula a Montecitorio lunedì 16 febbraio per la discussione generale e martedì potrebbe già andare al voto. Per il via libera serve la maggioranza assoluta dei componenti della Camera. Il recente via libera da parte della Giunta del regolamento è stato quasi unanime: si sono astenuti solo i 5 stelle e Avs.

Tra le principali novità, l’abolizione del termine delle 24 ore che devono trascorrere da quando viene posta la questione di fiducia al voto, lo statuto delle opposizioni, e le misure che penalizzano i cambi di casacca. Tutto questo accade nei giorni in cui tiene banco la scissione dei vannacciani dalla Lega. Per quanto riguarda le misure che penalizzano i cambi di casacca, si guarda a due le leve: i contributi economici e gli incarichi. A Montecitorio ogni gruppo parlamentare dispone di fondi in base al numero degli iscritti: se un deputato cambierà partito non trasferirà più - come avviene ora - al nuovo gruppo la sua quota intera, ma solo un 50%, mentre l’altra metà resterà al gruppo di provenienza.