A dieci mesi dall’incendio ad una delle tubiere, resta sotto sequestro senza facoltà d’uso l’altoforno 1 nell’ex Ilva di Taranto, ora Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. Il gip del Tribunale di Taranto, Mariano Robertiello, con un’ordinanza di 14 pagine depositata il 12 febbraio ha infatti rigettato l’istanza di dissequestro presentata dall’avvocato Angelo Loreto per conto di Acciaierie, istanza discussa nell’udienza del 9 febbraio. Per la terza volta la Magistratura nega il dissequestro dell’altoforno 1. La prima volta è stata la scorsa estate, la seconda poco prima di Natale e la terza il 12 febbraio. Nei primi due casi il no è arrivato dalla Procura, nel terzo, invece, dal giudice delle indagini preliminari.
Le motivazioni
Il gip Robertiello, riferendosi al mantenimento del sequestro e alle necessità investigative, scrive che «la permanenza del vincolo reale risulta giustificata dall’impossibilità di conseguire il medesimo risultato probatorio mediante strumenti meno afflittivi». Secondo il magistrato, «il sequestro» costituisce «l’unico mezzo idoneo a preservare l’integrità della fonte di prova». Non è, pertanto, praticabile l’ipotesi di svolgere gli accertamenti residui in assenza del sequestro, poiché la restituzione del bene comporterebbe interventi incompatibili con le esigenze investigative, rendendo definitivamente impossibile la prosecuzione delle indagini.









