I commissari di Acciaierie di Italia tornano alla carica e chiedono alla magistratura il dissequestro dell’altoforno 1. Cioè l’impianto più potente e più grande dell’ex Ilva di Taranto, “fermo” dopo l’incendio del 7 maggio scorso che lo devastò e in grado di produrre a regime fino a 4.500 tonnellate di ghisa al giorno. In questa direzione Adi avrebbe sollecitato di nuovo la Procura, chiedendo lo sblocco dopo la conclusione di tutte le perizie, nella speranza di far partire a breve i lavori per la ricostruzione dell’altoforno. Un passo necessario per riportare entro l’anno la produzione totale dell’acciaieria pugliese tra le 4,5 e le 5 milioni di tonnellate annue di acciaio.
Intanto, mentre il governo e gli stessi commissari continuano a cercare compratori per il gruppo siderurgico, monta la tensione negli stabilimenti siderurgici. Ieri i sindacati metalmeccanici hanno chiesto un nuovo incontro a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni e il ritiro del cosiddetto «Piano a ciclo corto», quello che riduce i tempi di decarbonizzazione degli impianti da 8 a 4 anni. Soprattutto Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm hanno proclamato «lo sciopero a oltranza» fino a nuova comunicazione, parlando di una situazione «estremamente grave», perché la decisione di interrompere ulteriori attività produttive avrebbe «pesanti e irreversibili ripercussioni» sulle prospettive future degli stabilimenti. Per la cronaca, nell’ultimo incontro con le parti sociali, il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha anche annunciato una riduzione del numero di dipendenti da mandare in formazione durante gli stop legati alle manutenzioni. Forti proteste a Genova - con cortei e blocchi in molte parti della città o su tratti dell'A10 - e a Taranto. Nel capoluogo ligure ci sono timori per il tonnellaggio dell'acciaio, che dovrebbe arrivare dalla Puglia per il funzionamento dello stabilimento locale. Intanto è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale l’ultimo decreto Ilva: l’azienda potrà accedere al fondo del Mase da 600 milioni per compensare i costi indiretti delle emissioni di carbonio sostenuti durante l'anno 2024.







