Lutto nel mondo della medicina per la scomparsa di Emilio Manes, 86 anni, chirurgo ortopedico che a lungo ha prestato il suo servizio all’Istituto Rizzoli, prima di prendere la strada di Pescara, dove per un quarto di secolo è stato primario del reparto di Ortopedia dell’Ospedale civile. Manes lascia la moglie Emma Luppino e i figli Costantina, Paola e Vittorio, avvocato e ordinario di Diritto penale dell’Università degli studi di Bologna.
Cresciuto alla scuola del professore Leonardo Gui, specializzato nella chirurgia pediatrica e nel trattamento delle deformità vertebrali dagli anni Sessanta in poi, e di Alessandro Dal Monte, dal 1965 primario dell’Ortopedia e della Traumatologia Infantile del Rizzoli, Manes si è distinto nella sua lunga carriera per le innovazioni apportate nelle tecniche chirurgiche a favore della correzione delle deformità della spalla e dell’anca displasica. Fu infatti tra i primi a riuscire a applicare la protesi nell’anca lussata dopo la displasia. Tecnica che poi si fece strada, arrivando fino agli Stati Uniti. Il professore è stato uno dei più chiari esempi di grandi professionisti che si sono formati al Rizzoli per poi portare oltre la nostra regione le competenze acquisite. Di lui si ricordano oggi le doti umane, la signorilità e l’esempio di equilibrio e dedizione che ha saputo offrire nella cura dei pazienti come negli affetti familiari, come si legge nei tanti necrologi per la sua scomparsa.






