Pechino - Bastano pochi passi, il tempo di entrare (tra i primi al mondo) nella Xiaomi Smartphone Factory di Changping, distretto orientale di Pechino, e il futuro della produzione industriale appare sotto i nostri occhi: veloce, efficiente, quasi inesorabile nella sua precisione, e dove la presenza umana sembra essere sempre meno necessaria.
Certo, non è quel contesto alla Blade Runner che ci aspettavamo: non è quella “dark factory” di cui avevano parlato alcuni giornali e fonti online mentre il sito era in costruzione, e secondo cui avremmo dovuto trovare una catena di montaggio completamente automatizzata che lavorava incessantemente al buio e al freddo. Invece c’è la luce - anzi ce n’è moltissima - c’è il riscaldamento, e ci sono ancora gli esseri umani, ma ne bastano pochi: la nuova fabbrica presenta infatti un livello di automazione senza precedenti ed è gestita dalla Hyper Intelligent Manufactory Platform (IMP), la piattaforma di produzione intelligente potenziata dall’AI di Xiaomi che, a sua volta, è un prodotto.
Già, perché la Hyper IMP è in vendita: l’idea di creare fabbriche sempre più automatizzata risale al 2017, mentre i lavori di costruzione sono iniziati a giugno 2021 e la produzione è stata avviata a febbraio 2024. Quasi tre anni di sviluppo per realizzare una fabbrica intelligente, completamente digitale, nella quale Xiaomi impiega macchinari modulari che ha progettato e costruito appositamente (sono circa 4mila) perché potessero essere collegati l’uno all’altro come se fossero Lego, secondo le necessità della filiera produttiva. E se quella sotto i nostri occhi a Changping serve per creare rapidamente smartphone flagship (e poco più in là, di centraline di controllo per il settore automobilistico), il modello sviluppato in questi anni può essere - e viene già - applicato anche altrove: nelle altre fabbriche del colosso cinese, come la Home Appliance Factory, e in quelle di partner e clienti, visto lo Smart Manufacturing targato Xiaomi potenzia oltre 10 stabilimenti industriali e si espande verso la produzione all'estero.






