Per fortuna tra il generale Roberto Vannacci e Carlo Calenda c’è una barriera geografica di svariate migliaia di chilometri: il primo è a Strasburgo, il secondo a Roma. A unirli, la diretta di David Parenzo a L’aria che tira, su La7, e gli insulti incrociati.
Parte il leader di Azione: «Vannacci è il patriota di Putin e come tale un traditore della patria. Noi ti abbiamo pagato lo stipendio, lauto, per anni per difendere l’Italia. Cosa che stanno facendo gli ucraini conto la Russia, se uno non capisce questo vuol dire che gli abbiamo dato un sacco di soldi ad minchiam. Non comprendere che difendere la propria patria è un fatto fondamentale per una persona dell'esercito, vuol dire che noi abbiamo speso un sacco di soldi per pagare queste permanenze all'estero davanti a uno che se c’avesse avuto un invasore se la sarebbe fatta sotto e sarebbe scappato».
Non pago, continua: «Quando lei parla degli ucraini lo faccia con rispetto, perché hanno un senso della patria che lei dopo tutte ste X e ste ca***te su patria e onore dimostra di non avere». Vannacci, uscito dalla Lega per diventare leader di Futuro nazionale, risponde prendendola larga: «Io sono stato eletto come indipendente, chi ha votato ha scritto 563mila volte “Vannacci”, quando dicono che è il partito che mi ha portato i voti dicono una balla. L’unica fedeltà che io devo è quella agli elettori».











