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Primo ok agli aiuti all’Ucraina: la capriola dei suoi tre deputati che restano in maggioranza. La Camera approva il sostegno al governo Gli uomini del generale votano sì e deludono dem & C: "Sappiamo dove stare"
Il primo vero test parlamentare dei "vannacciani" dopo la rottura con la Lega e la nascita di Futuro Nazionale va in scena alla Camera sul decreto che rifinanzia l'invio di armi e aiuti all'Ucraina. E il banco di prova non è solo nel merito del provvedimento, ma tutto politico: un passaggio per contarsi, per misurare la tenuta della maggioranza e per chiarire dove si colloca il nuovo soggetto guidato dal generale Roberto Vannacci.
La fiducia posta dal governo trasforma il voto in uno spartiacque. I numeri certificano la solidità dell'esecutivo: presenti 330, votanti 326, astenuti 4, maggioranza 164; i sì sono 207, i no 119. La Camera approva. Tra i voti favorevoli figurano anche quelli dei deputati vicini a Vannacci Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo che scelgono di sostenere la fiducia pur ribadendo la contrarietà al contenuto del decreto.







