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Rampelli: soluzione in stile Psdi. Ciriani: "Un colpo al cerchio e uno alla botte"
da Roma
Doveva essere il pomeriggio in cui il manipolo di deputati incursori che hanno aderito a Futuro nazionale mettevano finalmente la maggioranza - e la Lega in particolare - davanti alle sue responsabilità sul sostegno militare dell'Italia all'Ucraina. Ovviamente fieri dell'imboscata parlamentare e sicuri della loro coerenza che, solo ventiquattro ore prima, rinfacciavano al centrodestra di aver ormai perso. Invece, è finita per essere la giornata in cui i tre parlamentari vannacciani hanno miracolosamente riesumato la Prima Repubblica e i suoi riti bizantini, ostici da comprendere già negli anni Ottanta e Novanta, chissà ai giorni nostri. Edoardo Pozzolo (ex Fdi) e i due ex leghisti Rossano Sasso ed Edoardo Ziello hanno infatti votato "sì" alla fiducia al governo sul decreto legge che proroga per tutto il 2026 l'invio di aiuti e mezzi militari a Kiev, ma - solo qualche ora dopo - hanno poi votato "no" al testo del provvedimento. Insomma, al "Montecitorio o morte" hanno preferito un equilibrismo che gli permette di non autoescludersi dalla maggioranza che sostiene il primo governo di centrodestra eletto negli ultimi 18 anni e allo stesso tempo ribadire la loro contrarietà al decreto che rinnova il sostegno italiano all'Ucraina.






