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Il leader Iv: dignità istituzionale incrinata. Ma l'ex pm si difende: calunnie e falsità

"Quadro eversivo". "No, solo fango, falsità e calunnie". In un clima politico già infuocato da referendum, Iran, Gaza e Venezuela piove nuova benzina. Intorno alla figura dell'ex capo della Dna Federico Cafiero De Raho, accusato in sostanza di aver usato l'Antimafia e l'ufficiale Gdf Pasquale Striano e l'ex sostituto procuratore Antonio Laudati per dossierare il centrodestra e Matteo Renzi attraverso giornali e testate amiche, si scatena la guerra tra Pd, Cinque stelle e maggioranza, con l'ex premier e leader di Italia Viva che si dice "allibito" e che invoca l'intervento della magistratura: "Allucinanti gli elementi messi nero su bianco dalla relazione della presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo, mi riservo di agire nelle prossime settimane in tutte le sedi e mi domando come sia possibile che l'opinione pubblica non reagisca davanti a una vicenda che lede la dignità e la credibilità delle istituzioni", dice in una nota Renzi, già "attenzionato" dal dossier del consulente di Report Gian Gaetano Bellavia, il cui archivio con oltre 10 milioni di file sarebbe stato esfiltrato. "Hanno distrutto la sua reputazione attraverso un'azione congiunta", ribadisce la renziana Raffaella Paita, che parla di "fake news costruite con sapienza".