Soltanto cinquanta agenti su mille, a suo dire, sarebbero stati schierati davanti allo storico centro sociale del capoluogo piemontese, mentre la Prefettura, invece, prevedeva un’area a sicurezza rinforzata «che doveva essere inviolabile e non permeabile». Un vero e proprio invito, dunque, per chi avrebbe voluto creare disordini. «Si immagini – dice al giornalista dell’emittente radiofonica – se quelle 50 mila persone avessero in qualche modo forzato l’ingresso dell’intero corteo in quella zona rossa, magicamente aperta. Sarebbe stata una mattanza». Arriva, quindi, la bordata nei confronti di Matteo Piantedosi: «Non solo deve smettere di strumentalizzare noi e le forze pacifiche che animano quelle piazze, ma anche di creare trappole».