La data segnata in rosso sul calendario è quella di domenica prossima. Al centro sociale Lambretta di Milano, con sede in un immobile pubblico gentilmente concesso dal Pd agli antagonisti come premio per le cinque occupazioni abusive in undici anni, è in programma un evento dal titolo “Marwan Barghouti. La detenzione politica e la campagna per liberarlo”.

L’ospite d’onore sarà Patrick Zaki, “ricercatore e attivista per i diritti umani”, l’egiziano che si è fatto quasi due annidi carcere in patria, arrestato nel febbraio del 2020 al Cairo con capi d’accusa quali minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento alle proteste illegali, sovversione, diffusione di false notizie, propaganda per il terrorismo.

Zaki è un idolo della sinistra radicale soprattutto da quando si è rifiutato di ringraziare il governo Meloni che lo aveva riportato in Italia con un volo di Stato nell’estate del 2023. Noi lo abbiamo liberato e lui fa gli sport ai terroristi. Bel ringraziamento, vero? Ma torniamo al pomeriggio che lo vedrà protagonista, nella città dove è stato pure insignito della cittadinanza onoraria. Tema del dibattito sarà, come detto, il palestinese Barghouti, processato e condannato dal governo israeliano alla bellezza di cinque ergastoli perché ritenuto il mandante delle imprese portate avanti dalla Brigata dei Martiri di al-Aqsa, ovvero attacchi suicidi contro obiettivi militari e civili.