Zaki, arrestato nel febbraio 2020 al Cairo con accuse gravissime tra cui sovversione, diffusione di false notizie, minaccia alla sicurezza nazionale e propaganda per il terrorismo, ha trascorso quasi due anni in carcere prima di essere liberato e rimpatriato in Italia nel 2023 grazie a un volo di Stato. Da allora, il ricercatore è diventato un’icona per la sinistra radicale, non senza polemiche: in particolare, il suo rifiuto di ringraziare il governo italiano per la liberazione ha alimentato critiche sui suoi reali obiettivi e sulla coerenza del suo attivismo.