Un Paese come l’Italia, sul cui territorio sono presenti tracce archeologiche di migliaia di anni, spesso stratificate in spazi ridottissimi, presenta grandi difficoltà per la progettazione delle infrastrutture. È quindi meritoria la nascita di progetti come GeoAnomalySentinel, soluzione digitale creata da Italferr, società di ingegneria del Gruppo FS, in collaborazione con Grid+, startup dell’Università La Sapienza.
GeoAnomalySentinel utilizza intelligenza artificiale e machine learning per migliorare l’individuazione di possibili evidenze archeologiche nelle fasi di progettazione, riducendo tempi e costi degli scavi esplorativi tradizionali. Nello specifico, la tecnologia agisce quindi in tre direzioni: anticipa l’analisi delle aree potenzialmente sensibili dal punto di vista archeologico; riduce le attività esplorative superflue migliorando la qualità delle valutazioni; supporta la pianificazione delle opere e l’ottimizzazione dei cronoprogrammi.
“Questa collaborazione mette a fuoco un punto essenziale”, spiega Andrea Ceschini, cofondatore e amministratore delegato di Grid+. “L’intelligenza artificiale diventa uno strumento operativo che trasforma dati eterogenei e complessi in indicazioni immediatamente utilizzabili dai team tecnici, senza appesantire i flussi di lavoro e mantenendo il presidio metodologico in capo agli specialisti. GeoAnomalySentinel combina automazione, tracciabilità e controllo dei risultati con un obiettivo molto concreto: rendere più chiara e gestibile la valutazione del rischio archeologico nelle fasi decisionali della progettazione”.






