Un anno di reclusione con la condizionale per l'allora direttrice del Cpr, Annalisa Spataro, accusata di omicidio colposo per la morte di Moussa Balde, il giovane richiedente asilo che si tolse la vita nel 2021 nella “cella pollaio” dell’ospedaletto del Cpr di Torino, in isolamento. Spataro dovrà anche risarcire i familiari, costituiti parte civile con l'avvocato Gianluca Vitale, con 420mila euro di provvisionali.

Assolto, invece, Fulvio Pitanti, medico nella struttura, con la formula "per non aver commesso il fatto". Annalisa Spataro piange dopo la lettura del dispositivo. Critica i giudici: "Questa non è la verità".

"La sentenza ha riconosciuto la responsabilità dell'ente gestore - commenta l'avvocato Vitale - Rimane al di fuori di questo processo la responsabilità dello Stato, nella gestione del centro e in tutto quello che lì dentro accadeva, perché non c'era controllo da parte della prefettura. Questo tuttavia non elimina la responsabilità dell'ente gestore. Spero che questa sentenza possa essere da monito per chiunque voglia gestire luoghi di quel genere che comunque non dovrebbero esistere".

Moussa Balde

Balde era stato portato nel centro per i rimpatri dopo avere subito una violentissima aggressione da un gruppo di italiani a Ventimiglia mentre chiedeva l’elemosina. I pm Giovanni Caspani e Rossella Salvati avevano chiesto di condannare a un anno e 4 mesi di reclusione Pitanti e, invece, a due anni Spataro: secondo la procura la responsabile non era meritevole delle attenuanti generiche. Ma il giudice gliele ha concesse.