Quando Elio-Stefano Belisari parla delle ‘sue’ Storie Tese parte da La terra dei cachi, un pezzo sanremese che ci ricordiamo tutti, e al Corriere della Sera la racconta così: “Baudo ci pressava da almeno due anni. Non ne avevamo nessuna intenzione. Ma, alla fine cedemmo e ci dicemmo ‘Andiamoci con un pezzo bruttissimo‘ e decidemmo di fare la parodia dell’artista impegnato, mettendo insieme tutta una serie di luoghi comuni che sembrava impossibile fraintendere”. Il Festival della ‘svolta’ per la band perché, dice Elio, “dopo la prima esibizione vidi le signore al super che mi guardavano come mai prima“. E su Baudo non ha dubbi: “Un grande uomo di spettacolo. Ancor più coraggioso è stato quando ci affidò il Dopofestival nel 2008. Ci disse di fare quello che volevamo, senza censure preventive o timori di sorta”.
Da Baudo e Vessicchio (“È stato l’ultimo grande direttore d’orchestra al Festival. Oggi vanno tutti, basta gesticolare con le braccia”), fino al caso Beatrice Venezi: “Sto tutta la vita con l’orchestra. È un mondo, quello classico, dove fortunatamente ancora ci sono le competenze. In questa vicenda, per quel che vedo, c’è chi invece cerca di far prevalere l’amichettismo sulla competenza“.







