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Ultimo aggiornamento: 10:03

In principio c’era la camionetta ma forse non è parsa all’altezza della guerra che il governo ha intenzione di ingaggiare con i malfattori. Cosicché in contemporanea col varo del nuovo decreto sicurezza, nelle strade di Roma sono apparsi i carri gommati e militari più prestanti, decisamente meglio orientati. Massima severità e massimo dispiegamento di muscoli. Da qualche giorno Termini infatti assomiglia un po’ di più a Bogotà, perché nell’America latina, e in città difficili come la capitale della Colombia, è l’esercito a dare il benvenuto al viaggiatore.

Carro piuttosto armato a presidiare l’arco di Costantino, a due passi dal Colosseo, in modo che sia chiara la decisione: negli snodi più delicati dell’Italia che piace al mondo l’esercito sorveglia e controlla. Certo, va detto che i militari non hanno titolo a gestire l’ordine pubblico, non possono usare le armi per azioni di polizia, non possono intervenire direttamente ma solo sollecitare, riferire nel caso. Più che presidio è dunque disciplinata messinscena, piuttosto costosa. I militari in strada sono il segno delle città pericolose e non di quelle tranquille, delle capitali dell’America latina e non dell’Europa, dei luoghi dove la legge è più fragile, le bande più potenti, gli scontri a fuoco più ripetuti.