L’Italia è tornata a fare i conti con una forma di criminalità che sembrava relegata al passato: gli assalti ai furgoni portavalori condotti con tecniche da commando militare. Nei primi mesi del 2025 si sono registrati diversi episodi lungo arterie strategiche e strade secondarie, dalla Toscana alla Puglia fino alla Sardegna, con modalità che hanno messo seriamente a rischio la sicurezza pubblica. Le bande entrano in azione bloccando le carreggiate con veicoli incendiati, utilizzando armi da guerra e ricorrendo a esplosivi o macchinari industriali per aprire i blindati. In più occasioni le guardie giurate sono state costrette alla resa, mentre solo i dispositivi antifurto - come le buste macchianti - hanno talvolta impedito ai rapinatori di portare via il denaro.

Le indagini escludono l’azione di singoli o bande improvvisate. Gli investigatori parlano di gruppi altamente specializzati, capaci di operare su più territori e di replicare schemi collaudati. In particolare, emergono nuclei criminali radicati in Puglia - soprattutto nelle aree di Foggia e Cerignola, quest'ultima descritta dagli inquirenti come una vera e propria “scuola del crimine” - e in Sardegna, in zone interne storicamente segnate dal banditismo . Secondo gli inquirenti, come riposta anche il sito Antimafiaduemila, queste aree funzionano come veri e propri centri di addestramento informale: criminali esperti trasmettono competenze operative a nuove leve, pronte a colpire ovunque si presenti un obiettivo redditizio, dai portavalori ai mezzi pesanti in transito. Il profilo che ne emerge è quello di gruppi con una struttura quasi militare, spesso in contatto con le mafie tradizionali o comunque inseriti nei loro circuiti economici e logistici.