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9 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 20:02

Adesso tutti hanno visto. Ora tutti sanno quale livello di preparazione, ingegno logistico e violenza sono in grado di esprimere le bande di criminali foggiani specializzate nell’assalto ai portavalori lungo superstrade e autostrade. Una piaga che la Puglia e diverse altre regioni italiane conoscono bene. Tutto fuorché disperati, ma – sia consentito l’aggettivo – criminali raffinati. Spesso capita che fuggano via senza sparare un colpo. Ma con spregiudicatezza, quando serve, aprono il fuoco. La rapina lungo la superstrada Brindisi-Lecce, filmata secondo dopo secondo da un camionista, ha restituito in pieno l’efferatezza di questi assalti, insieme alla foto simbolo della gazzella dei carabinieri crivellata di colpi. Per una questione di centimetri, un secondo militare dell’Arma non è caduto in servizio nella provincia di Brindisi nel giro di pochi mesi.

Resta un grande interrogativo: i commando foggiani e dell’Alto Barese, specializzati in queste rapine, vedono protagonisti gruppi ristretti di uomini. Lo avevamo raccontato su questo sito, diversi anni fa: quando in Italia viene tentato o messo a segno un colpo a un portavalori, le questure contattano subito i colleghi di Foggia affinché attivino la sorveglianza sui volti noti che in quel momento si trovano a piede libero. E allora come è possibile che, nonostante arresti e condanne, il fenomeno non sia ancora stato debellato?