Ministro Antonio Tajani, nella lettera ai leader europei, Ursula von der Leyen ha aperto a cooperazioni rafforzate per evitare gli stalli prodotti dall’unanimità. Dobbiamo immaginarci una coalizione di volenterosi anche sulle riforme Ue?
«Io credo che si possano fare delle riforme anche senza passare per la modifica dei Trattati, pur essendo personalmente favorevole. Bisogna agire facendo quel che si può fare oggi. Serve cambiare il metodo e prendere decisioni a livello politico».
Burocrazia, mancate semplificazioni, iter troppo lunghi rappresentano, secondo le stime citate anche dalla presidente della Commissione, un dazio indiretto del 45% per Bruxelles. In questo risveglio tardivo dell’Ue quanto pesa Donald Trump?
«Trump ha dato la sveglia all’Ue, ma ricordiamoci sempre che lui è il presidente degli Stati Uniti. Dipende da noi europei avere il coraggio di far diventare il più grande mercato economico anche un protagonista politico. Quanto al fardello burocratico, qualcosa si sta muovendo. La mia proposta è che per ogni nuova norma se ne cancellino due. Servono meno regole e più libertà. Anche dal punto di vista dell’auto serve più coraggio e scelte che mettano l’Ue nella condizione di competere».











