La decisione era nell'aria e alla fine è arrivata. Il governo ha posto la questione di fiducia sul dl Ucraina alla Camera. Ad annunciarlo è stato il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Che ha spiegato: "Porre la fiducia non è un modo di scappare dagli emendamenti ma un atto più forte, che rende chiarezza perché obbliga tutti i rappresentanti della maggioranza a dire se su un tema così rilevante continuano ad appoggiare il governo". Dopo gli interventi delle opposizioni che hanno chiesto un chiarimento sulla linea della maggioranza dopo la formazione del gruppo dei 'vannacciani' che hanno annunciato il voto contrario al decreto, a detta del titolare della difesa, la fiducia "non è un modo di scappare da una crisi interna ma semmai di evidenziarla ancora di più". Certo è che Roberto Vannacci e i deputati a lui più vicini attaccano il leader del Carroccio, Matteo Salvini. "La Lega chiede al governo di porre la fiducia sul decreto di invio armi all'Ucraina per evitare di far palesare il voto di coscienza (o le assenze in aula) di molti leghisti che dal 2022 seguono e credono nelle indicazioni del partito. Io sono sempre coerente con i miei valori". E anche la sua truppa è in campo. Edoardo Ziello attacca: "Il governo dall'inizio del proprio mandato non ha mai posto una questione di fiducia su un provvedimento di tale portata. È evidente una certa ambiguità del ministro Salvini, sempre più schiacciato in una morsa, quella delle sue stesse grandi contraddizioni". E Rossano Sasso, insieme allo stesso Ziello e ad Emanuele Pozzolo, fuori da Montecitorio dice: "Evidentemente è bastato capire che sui nostri emendamenti ci sarebbero state delle defezioni in maggioranza soprattutto nella Lega per indurre la maggioranza ad una riflessione. Il nostro cammino però prosegue con la presentazione di tre ordini del giorno che ricalcano il contenuto dell'emendamento".