Era la Madonna pellegrina, “In Onda” sempre da Telese e dalla collega Aprile; sull’altare di Formigli doveva fare “Piazzapulita” delle destre; per Concita, intesa come la De Gregorio, le verità di Maria Rosaria Boccia avevano mostrato «il tramonto della democrazia rappresentativa»; Marco Damilano, tra i primi sponsor del mitologico Soumahoro – dimenticabile la copertina dell’Espresso di cui era direttore, “Uomini e no”, e il “no” ovviamente non era Aboubakar ma Salvini – il Damilano su Domani scriveva che il caso sollevato dalla Boccia aveva «indebolito la leadership della premier», che in effetti è stata scalzata da Elly.
C’era e c’è poi l’ineffabile Ranucci: anche lui sperava, e forse sotto il giubbino in pelle spera ancora che l’ex amante dell’allora ministro Sangiuliano mandi a casa i fascistacci, ma la speranza sembra perduta da tempo. In più ora la Madonna pellegrina è stata rinviata a giudizio per stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata, diffamazione e figura anche una contestazione relativa a false dichiarazioni nel curriculum, questo in merito all’organizzazione di alcuni eventi. Faranno ancora a gomitate, a sinistra, per averla nei loro programmi?









