I 20mila lavoratori orafi e argentieri avranno un aumento medio sui minimi retributivi di 200 euro, un welfare più generoso, maggiori tutele soprattutto contrattuali e sulla salute e sicurezza. Solo per citare una delle novità, nelle unità produttive oltre i 200 addetti è stato inserito l’obbligo dei break formativi in materia di salute e sicurezza e in tutte le aziende è stata prevista la segnalazione dei quasi infortuni. Sono questi alcuni dei temi che hanno condiviso Confindustria-Federorafi e i sindacati (Fiom, Fim e Uilm) nell’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale Orafi-Argentieri, raggiunta a Milano. Come spiega Mirco Rota, in una nota Fiom, «l’intesa prevede un aumento della retribuzione mensile pari al 10,51% rispetto ad un indice Ipca-Nei, che nel periodo di vigenza contrattuale (2025-2028) è previsto in aumento del 7,2%. Sui minimi questo si traduce in un aumento di 200 euro al quinto livello, pari a 58,26 euro in aggiunta alla programmazione Ipca-Nei dei prossimi tre anni».
Il contratto era scaduto a fine 2024 sia per la parte normativa che economica e il rinnovo recupera anche il potere di acquisto perso dai lavoratori per effetto della fiammata inflattiva non prevedibile al momento della firma del precedente rinnovo, avvenuta nel 2021 con un aumento di 99 euro.







