Alex Manna, il diciannovenne indagato per l'omicidio della diciasettenne Zoe Trinchero, avrebbe pianto sul corpo della giovane per ingannare gli amici con i quali la stava cercando.

Inoltre, due settimane prima, avrebbe già tentato un approccio con la ragazza. Lo hanno riferito a Storie Italiane su Rai1 i due giovani che hanno ritrovato il corpo.

"Era qui sotto nel canale, c'era tanta acqua. Per terra invece - hanno detto - un telefono, gli occhiali e le sigarette sparse. Siamo scesi subito e l'abbiamo spostata perché aveva la testa in acqua. Avevamo già capito che non c'era più niente da fare".

"Appena l'abbiamo vista, abbiamo detto 'Quella è Zoe'. Aveva ferite sul viso e si vedeva che era gonfia, forse cadendo ha sbattuto la testa", hanno proseguito. "Abbiamo tirato fuori il telefono e chiamato il 112".

I due amici hanno poi descritto il comportamento di Alex: "Era lì con noi, è sceso a piangerle addosso e a urlare 'è colpa mia che non l'ho salvata, l'ho lasciata da sola'. Noi purtroppo gli abbiamo creduto, ma era lucido, tremava e continuava a piangere. Ha incolpato subito un ragazzo di colore che ha rischiato il linciaggio se non lo portavano via i carabinieri".