Le due ruote sono ormai una componente "strutturale" del traffico italiano. Se da un lato l'intermodalità e lo sharing avanzano, dall'altro emerge un dato preoccupante: gli investimenti infrastrutturali rallentano e la sicurezza stradale fatica a entrare stabilmente nelle agende politiche locali. È questa la fotografia scattata dalla decima edizione del rapporto Focus2R, l’indagine promossa da Confindustria ANCMA e Legambiente che analizza lo stato della mobilità "leggera" nei capoluoghi di provincia italiani.
Biciclette, vola l'intermodalità, ma calano i nuovi percorsi
Nonostante una flessione nelle vendite (1,35 milioni di pezzi nel 2024), la bicicletta si conferma il pilastro della mobilità alternativa, che oggi copre il 38,9% degli spostamenti urbani. Il dato infrastrutturale, tuttavia, mostra segni di stanchezza: la disponibilità media di piste ciclabili è di 10,39 metri ogni 100 abitanti, un valore lievemente inferiore al 2023. Se città come Reggio Emilia, Cosenza e Cremona brillano per dotazioni, il Mezzogiorno resta indietro. Note positive arrivano invece dai servizi accessori: oltre l'80% delle città ha creato parcheggi per bici presso le stazioni, facilitando quel cambio di mezzo (bici+treno) fondamentale per i pendolari.






