Con il cedolino di marzo arrivano gli aumenti delle pensioni grazie all’entrata in vigore del taglio dell’Irpef previsto dalla riforma fiscale. Per molti pensionati l’incremento sarà visibile direttamente nell’importo netto, accompagnato anche dal pagamento degli arretrati di gennaio e febbraio, non applicati nei primi due mesi dell’anno.

La novità principale riguarda la riduzione dell’aliquota Irpef dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro annui. Questo intervento non aumenta la pensione lorda, ma riduce le tasse trattenute dall’Inps, con un effetto positivo sul netto mensile.

Il beneficio riguarda quindi solo i pensionati con redditi superiori a 28.000 euro lordi annui. Chi si colloca al di sotto di questa soglia, già tassato con aliquote più basse, non riceve vantaggi dal taglio Irpef.

L’adeguamento fiscale entra in funzione a partire dal cedolino di marzo. Nello stesso mese, l’Inps provvede anche a versare i conguagli arretrati relativi a gennaio e febbraio, determinando un accredito più alto una tantum. Da aprile in poi, invece, l’aumento resterà stabile ma limitato al solo risparmio fiscale mensile.

Gli importi variano in base al reddito pensionistico. Le simulazioni, basate sull’effetto del taglio Irpef, mostrano incrementi contenuti ma concreti: