Pensioni. Da marzo l'Inps applicherà il taglio della seconda aliquota Irpef. E procederà anche con l’incremento strutturale delle maggiorazioni sociali, riconosciute ai pensionati di età pari o superiore a 70 anni ed agli invalidi civili totali maggiorenni.
Entrano dunque nel vivo - come comunicato ufficialmente dall'ente previdenziale - le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. Sempre a marzo, sia per la riduzione Irpef sul secondo scaglione di reddito che per l’incremento mensile della maggiorazione sociale, verranno pagati anche i conguagli a credito relativi agli importi spettanti a gennaio e febbraio 2026.
Il taglio della seconda aliquota, dal 35% al 33% per lo scaglione di reddito oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro per i titolari di pensioni e di prestazioni di accompagnamento alla pensione, avrà ovviamente dei benefici sul netto dell'assegno.
Il beneficio fiscale si applica esclusivamente alla quota di pensione annua che supera i 28.000 euro. Questo significa che un pensionato con un assegno lordo di 28.000 euro annui (circa 2.153 euro lordi al mese) non percepirà alcun aumento, poiché l’intero importo resta al di fuori della fascia agevolata.
Con l’aumentare dell’importo della pensione, l’effetto dello sgravio cresce in modo progressivo.








