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Ultimo aggiornamento: 8:09

La disciplina più imprevedibile dei Giochi Olimpici è diventata (senza volerlo) un tormentone televisivo e poi un meme. L’istantanea più iconica è quella di Steven Bradbury, l’australiano capace di vincere un oro dopo che tutti i suoi avversari caddero nell’ultima curva. Ventiquattro anni dopo l’impresa di Salt Lake City, l’affascinante short track sarà presente anche a Milano-Cortina.

Che cos’è lo short track

Pista corta, curve strettissime e atleti che gareggiano contemporaneamente a distanza ravvicinata. Rispetto alle altre discipline di pattinaggio, lo short track si distingue per il suo formato: le dimensioni ridotte della pista (111,12 metri) rendono questa disciplina intesa e impronosticabile fino all’ultimo metro. Chi gareggia pattina uno al fianco dell’altro: in questo modo i colpi di scena sono inevitabili. E anche chi non è mai stato in testa può comunque arrivare primo all’ultimo giro. Cadute, squalifiche e sorpassi: nello short track non esistono certezze.