CASTELFRANCO - Una lettera di rammarico e vicinanza alla famiglia di Kevin Gentilin, il 15enne tragicamente morto in sella alla sua Vespa blu il 25 ottobre di due anni fa. L’ha scritta l’automobilista finito a processo con l’accusa di avergli tagliato la strada, che ha di recente patteggiato un anno e quattro mesi di reclusione (con sospensione condizionale della pena) per omicidio stradale.

Nel messaggio fatto pervenire alla famiglia, l’uomo, Mario S., 46 anni, residente a Vedelago (assistito dall’avvocato Luca Dorella), racconta di avere una figlia praticamente dalla stessa età del giovane tragicamente deceduto, che proprio la mattina di quel drammatico incidente aveva appena accompagnato a scuola. Ed esprime tutta la propria vicinanza alla famiglia di Kevin e il proprio dispiacere per la sua morte.

Il patteggiamento, se da un lato chiude il capitolo processuale, dall’altro riapre ferite mai davvero sanate. «La giustizia ha fatto il suo corso – afferma Gino Gentilin, nonno di Kevin, che al suo funerale aveva ballato davanti alla bara – ma da nonno mi sento di dire che è stato un episodio che può succedere a tutti. Non è stata una cosa voluta, non intenzionale. Per questo non deve esserci rancore, né odio. Bisogna continuare a vivere e ad amare». Il papà di Kevin, Christian, ha invece scelto il silenzio, preferendo non commentare l’esito giudiziario.