Un video girato a scuola nel quale fanno il saluto fascista ed esibiscono una bandiera del regime, poi postato sui social: scattano, quindi, le perquisizioni nelle case di alcuni studenti, minorenni, di un liceo di Sulmona.

Le forze dell'ordine recuperano la bandiera e sequestrano telefoni cellulari.

Sulla vicenda interviene, con un post su Facebook, lo stesso liceo che, a proposito dell'inchiesta condotta "dalla Procura del Tribunale per i minorenni dell'Aquila, esprime piena fiducia nell'operato della magistratura e delle forze dell'ordine, e conferma la propria collaborazione con le autorità competenti per l'accertamento dei fatti".

La scuola, si legge ancora, "condanna con assoluta fermezza qualsiasi gesto, comportamento o simbolo riconducibile a ideologie totalitarie, alla discriminazione o all'incitamento all'odio. Tali manifestazioni sono in totale contrasto con i principi della Costituzione, con la missione educativa della Scuola e con i valori di rispetto, inclusione e cittadinanza che quotidianamente promuoviamo". L'istituto, prosegue il post, "avvierà ulteriori percorsi di riflessione per ribadire l'importanza della memoria storica, del rispetto delle differenze e dell'uso responsabile dei social media".