Per la morte di Zoe Trinchero, 17 anni, la notte tra venerdì e sabato nell'Astigiano, l'imputazione è di omicidio aggravato dai futili motivi.

Di questo è accusato Alex Manna, 20 anni, che oggi nel carcere di Alessandria, dove è stato portato sabato sera, non ha risposto al gip, Aldo Tirone. Il giudice al termine dell'udienza di convalida del fermo si è riservato di decidere. Manna non ha risposto "perché aveva già dichiarato tutto quanto doveva dichiarare al pubblico ministero" Giacomo Ferrando, ha precisato Patrizia Gambino, l'avvocata che difende il giovane, sottolineando come l'imputazione non sia femminicidio.

"Verrà nominato domani - ha detto la legale - un consulente medico legale per l'autopsia e io, come difensore, mi riservo di nominare un consulente di parte. È una situazione molto delicata, che ha sconvolto la società, che ha sconvolto la famiglia della ragazza e la famiglia del mio cliente, che non si capacita di quello che è successo". Ha incontrato oggi il suo assistito e ha commentato: "Ovviamente è scosso e non potrebbe essere diversamente, perché non è un ragazzo che ha dei precedenti. Io l'ho visto come un ragazzo normale, non lo conoscevo prima, ma a me sembra un bravo ragazzo. Si mostra molto dispiaciuto, ovviamente chiede scusa. Quando potrà farlo di persona, lo farà lui". Per le spese legali della famiglia di Zoe è stata aperta una raccolta fondi online, che a sera ha superato i 10.000 euro. Monsignor Luigi Testore, vescovo di Acqui, rivela intanto un ulteriore aspetto di Zoe: "Stava maturando un interesse autentico per la fede e aveva intrapreso un itinerario verso il battesimo, seguito con continuità".