"Il Parco ogni anno spende milioni di euro per scavare, restaurare e tutelare Pompei , per cui credo che sia giusto che possiamo anche avere un ruolo nel raccontare la storia del sito a chi viene, senza nulla togliere ai liberi professionisti che lavorano come guide. Ma allestire a spese del Parco, e dentro il Parco, un presidio per le guide private che ci guadagnano, mentre noi ci prendiamo solo le lamentele di chi è rimasto deluso dal servizio, e non sono pochi, non va bene". Questa la risposta del direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, alla protesta scattata dopo la decisione di chiudere la postazione riservata alle guide turistiche dentro gli scavi.
La Filcams Cgil Napoli e le sigle maggiormente rappresentative della categoria (Agtc, Uiltucs Campania, Federagit Confesercenti Campania, Agta, Confguide Campania, Confsal, Angt) contestano infatti tutta la procedura e le modalità che hanno portato all'eliminazione della postazione, come si evidenzia anche nel ricorso al Tar formalizzato lo scorso 29 gennaio (e i cui contenuti saranno approfonditi nel corso del presidio in programma venerdì 13 febbraio a piazza Esedra, nella zona di porta marina inferiore, dalle ore 11 alle ore 13) oltre "all'assoluta mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori e degli stessi visitatori, a cui non si è pensato neanche per un attimo".






