Genova - “No al razzismo”. L’associazione sportiva dilettantistica genovese Ca De Rissi SG ora lo scrive, a caratteri cubitali, anche sulla propria immagine di copertina su Facebook. Un messaggio chiaro e diretto, che segue il duro comunicato con cui la società di San Gottardo ha espresso solidarietà ai propri atleti, vittime di vili e inaccettabili insulti a sfondo razziale durante la partita del campionato di Promozione che si è disputata domenica 8 febbraio in casa, al campo della Sciorba. “Durante la gara, due nostri giocatori sono stati ripetutamente insultati da un calciatore della squadra avversaria per il colore della pelle. Offese gravi e volgari che nulla hanno a che fare con i valori dello sporto e del calcio. Non siamo più disposti a tollerare nè minimizzare episodi del genere, che nel 2026 risultano davvero inconcepibili”, dichiara il presidente Piero Graffione, profondamente amareggiato per un comportamento lontano dai valori della società. “La A.S.D. Ca De Rissi SG è, e sarà sempre, una famiglia fondata sull'inclusione, sull'accoglienza e sul rispetto reciproco. Dai bambini della scuola calcio fino ai ragazzi della Prima Squadra, la nostra storia parla chiaro: il calcio per noi è integrazione, non discriminazione”. Da anni la Ca De Rissi accoglie giocatori di diverse nazionalità e opera sul territorio di San Gottardo, in collaborazione con la parrocchia, per avvicinare i più giovani allo sport sostenendo le famiglie anche dal punto di vista economico. Un impegno riconosciuto anche ufficialmente: da sei anni, la società è insignita della Patente Etica dal Panathlon Genova 1952. Purtroppo, però, quello accaduto, non è un episodio isolato. E la società ha deciso di denunciare pubblicamente: “E’ già successo altre volte con diverse squadre del campionato regionale. Sinceramente troviamo assurdo che un ragazzo non possa esprimersi nello sport a causa di attacchi verbali, privi di senso, legati al colore della sua pelle. Non esistono i colori, esistono le persone” prosegue Graffione, chiedendo “rispetto per la nostra maglia, per la nostra storia, ma soprattutto per la dignità dei nostri tesserati. La società si riserva di tutelare i propri ragazzi in ogni sede opportuna e le istituzioni calcistiche a vigilare con maggiore attenzione affinché questi episodi non restino impuniti”. Le scuse ricevute dalla società avversaria e dal calciatore responsabile dell’accaduto, non cancellano l’amarezza e la delusione. “Purtroppo, la discriminazione aleggia ancora ed è alimentatata da situazioni che vanno oltre il calcio”, dichiara l’allenatore Alfio Scala. “Quando accadono episodi del genere, che colpiscono in profondità, cerco di dare valore alle persone: ai miei ragazzi dico di essere forti e di non farsi mortificare dall’ignoranza di chi usa le parole con superficialità. La società si riflette in tutto, anche negli stadi, che però non devono essere considerati zone franche”.
Insulti razzisti in campo, Ca De Rissi SG denuncia: “Ora basta, non più disposti a tollerare”
La società di San Gottardo condanna gli attacchi verbali subiti, per l'ennesima volta, da due suoi giocatori chiedendo rispetto per i propri ragazzi. L’allenat…







