Per l'accusa è anche l’occasione per far esprimere la Suprema Corte sull'utilizzabilità o meno della documentazione proveniente da Israele

Il blitz di Finanza e polizia nella sede genovese dell'Associaizone benefica di solidarietà con il popolo palestinese (Abspp)

Genova – La Procura di Genova ha depositato ricorso in Cassazione contro due delle tre scarcerazioni decise dal tribunale del Riesame nei confronti di alcuni degli indagati arrestati a fine dicembre per presunti finanziamenti ad Hamas. I pm Luca Monteverde e Marco Zocco hanno deciso di ricorrere contro la scarcerazione di Khalil Abu Deiah, 62enne residente a Milano e custode dell'associazione La Cupola D'Oro e contro quella di Raed Al Sahalat, 48 anni, esponente della comunità islamica fiorentina.

Il primo, che è anche l'unico degli arrestati che aveva scelto di parlare con il pm, non è considerato un appartenente ad Hamas, ma un fiancheggiatore esterno. E' stato scarcerato per assenza di gravi indizi, ma per l'accusa le motivazioni del Riesame presenterebbero profili contraddittori. Il ricorso contro Raed Al Salahat, scarcerato dal Riesame perché sarebbero fra l'altro emersi errori nelle trascrizioni delle intercettazioni, è per l'accusa soprattutto un'occasione per far esprimere la Suprema Corte sull'utilizzabilità o meno della documentazione proveniente da Israele. Il Tribunale del Riesame di Genova ha escluso l'utilizzabilità dei file in quanto anonimi, ma non ha chiarito se la questione possa o meno essere sanata per esempio interrogando il funzionario dei servizi segreti israeliano indicato come Avi, che ha curato l'analisi dei materiali trovati sul campo di battaglia.