La Juventus esce dal pareggio con la Lazio con una sensazione doppia: ai fini della classifica sono due punti persi, ma la rimonta finale lascia comunque qualcosa a cui aggrapparsi. I bianconeri preferiranno ricordare come sono riusciti a risalire, piuttosto che il modo in cui erano sprofondati sotto di due gol, schiacciati dal limite che continua a emergere con chiarezza: la difficoltà a trasformare la mole di gioco in pericolosità reale. Domenica i tiri sono stati 34, i gol due, arrivati solo nel recupero.

Le reti del 2-2 sono state figlie del calcio più semplice: cross e colpo di testa in mezzo all’area. Prima Cambiaso per McKennie, poi Boga per Kalulu. Segna tutto tranne che un centravanti, e non è un dettaglio. Con un attaccante vero, o anche solo parzialmente tale, probabilmente la Juve non avrebbe dovuto aspettare il 96’. Il problema è strutturale: tanto volume, poca immediatezza. Una manovra che fa rumore ma spesso non fa male, perché manca lo sbocco naturale, quello che accorcia il tempo tra il passaggio e il tiro.

SERIE A, L'INTER A VALANGA SUL SASSUOLO: 5 A 0

Inter a valanga sul Sassuolo. Finisce 5-0 per i nerazzurri la sfida delle 18 al Mapei Stadium. I gol nel primo tempo all...