Nel giro di una settimana si è visto il peggio e il meglio che questa Juventus è in grado di offrire. Una settimana in cui questa squadra ha di sicuro perso la Champions attuale e rischia di perdere anche la prossima Champions. Una settimana nera (che può diventare nerissima in caso di ko domenica contro la Roma) e che ha due risvolti positivi: aver mostrato con chiarezza che il limite della squadra è prima di tutto la mancanza di carisma e, di riflesso, aver semplificato il lavoro della dirigenza per cancellare questi limiti. Spalletti, dunque, ne esce pulito in ogni caso.

Avrebbe potuto schierare le riserve nel ritorno con il Galatasaray (a proposito, per la Uefa Kelly ha «messo a rischio l’incolumità dell’avversario», quindi l’espulsione sarebbe corretta), dandolo per perso, e preservare i titolari per la sfida da “dentro o fuori” in casa della Roma di domenica- oggi giornata libera, la partita dell’anno verrà preparata soltanto con la vigilia. Ma avrebbe trasmesso una mentalità da provinciale, offrendo a tutto l’ambiente, dai tifosi ai suoi stessi dirigenti, un motivo per dubitare di lui. Si sarebbe sbugiardato da solo. Invece ha inviato un messaggio preciso: gli alti di questa Juventus dipendono dame, i bassi invece dipendono da chi l’ha costruita.