Le riflessioni sul k.o. di Jannik Sinner nella semifinale degli Australian Open continuano ad animare il dibattito nel mondo del tennis italiano. Dopo le parole di Filippo Volandri, capitano di Coppa Davis, che aveva acceso i riflettori sulla gestione fisica e mentale dei match al quinto set, è intervenuto anche Paolo Lorenzi, direttore degli Internazionali d’Italia ed ex azzurro.
Lorenzi ha analizzato quanto accaduto a Melbourne con uno sguardo più ampio, andando oltre il semplice risultato. “Quando si arriva al quinto set entrano in gioco tanti fattori — ha spiegato —. Molto di quello che hai preparato prima della partita viene meno, certi riferimenti spariscono. A quel punto il match diventa una battaglia pura e rischi di perdere la bussola”. Secondo Lorenzi, in quelle situazioni il piano tattico lascia spazio alle sensazioni, all’istinto, e non sempre è facile trovare il giusto equilibrio.
JANNIK SINNER, LO SFOGO DI PAOLO BERTOLUCCI: "COSA VORREI DIRGLI"
Paolo Bertolucci non prova a nasconderlo, anzi lo rivendica. Quando c’è di mezzo Jannik Sinner, l’emo...
Nel caso specifico di Sinner, il dirigente toscano intravede un eccesso di controllo: “Forse in quel momento Jannik tende a rimanere troppo in linea, pensa ancora a quello che potrebbe succedere e non si lascia andare del tutto — ha osservato —. Penso che Sinner sia di un altro livello rispetto ad Alcaraz e a tantissimi altri giocatori, e credo che questa differenza emerga soprattutto nel lungo periodo”.






