Per Paolo Bertolucci il punto è semplice: ogni volta che Jannik Sinner perde una partita, il dibattito si trasforma subito in allarme generale. Dopo il successo dell’azzurro a Indian Wells Masters, l’ex tennista ha scelto ancora una volta un tono diretto per leggere il momento del numero uno italiano: "Qui, come al solito, è così, appena si perde una partita diventa una tragedia — premette in una intervista a Fanpage —. Non impareremo mai che l’imbattibilità non esiste”.
Secondo Bertolucci, il torneo californiano ha semplicemente confermato ciò che era già evidente: "Non è che uno dice ‘Ah, è tornato Sinner'. Ma perché, l’avevamo perso? Non ho capito. Era il numero due del mondo". Per lui il rendimento dell’altoatesino è cresciuto giorno dopo giorno, con una gestione mentale che resta il vero marchio di fabbrica: "L'abbiamo visto giorno dopo giorno salire di qualità, di intensità. Non ha mai tremato, anzi nei momenti importanti, come al solito, è venuto fuori. Perché poi quando il match diventa cerebrale, lì non è secondo a nessuno”.
JANNIK SINNER IN TILT DURANTE LA FINALE: "MA DOVE È SEDUTO AGASSI?"
Jannik Sinner è tornato alla vittoria di un torneo a Indians Wells. Il numero due al mondo si è rifatto de...






