Milano, 9 feb. (askanews) – “Vladimir Putin non prova nemmeno lontanamente abbastanza dolore” per le sanzioni contro la Russia generate dall’invasione su larga scala dell’Ucraina. E anche se il modello di deterrenza “che ha servito la civiltà occidentale per 80 anni” è stato costruito “per fare tutto il possibile per scoraggiare l’aggressore”, oggi “Putin non ritiene ancora che il costo sia abbastanza alto”, pensa che “il vantaggio di continuare questo conflitto sia a suo favore. E che alla fine, gli Stati Uniti d’America o l’Europa si stancheranno e lui sarà in grado di completare il compito”. Mike Pompeo, ex Segretario di Stato USA (2017-2021) ed ex direttore della CIA, era oggi all’ISPI in occasione della pubblicazione del libro autobiografico “Mai un passo indietro”.
I dietro le quinte degli anni più turbolenti della recente politica estera americana e i faccia a faccia con leader come Kim Jong-un, Vladimir Putin e Xi Jinping fanno da sfondo al suo libro e anche al suo racconto dal vivo. E sono illuminanti.
Pompeo dice ad esempio molto chiaramente che Putin non ritiene semplicemente che il completamento del suo compito è “sedersi al posto di Zelensky a Kiev”. L’Ucraina non gli basta. “Lui vuole sedersi dietro la scrivania dei leader dell’Estonia o del leader della Lituania o della Moldavia e completare il compito in Georgia. Ha una grande ambizione”.






